come preparare un cocktail

Mixology: come nasce un cocktail

Mixology: che cos’è un cocktail?

La mixology è l’arte di miscelare in maniera proporzionata ed equilibrata bevande alcoliche diverse tra loro allo scopo di creare un cocktail, anticamente conosciuto in Italia con il nome di bevanda arlecchina o polibibita, che può essere servito con o senza ghiaccio all’interno del bicchiere. 

La parola cocktail fu utilizzata per la prima volta il 13 maggio 1806 dal periodico The Balance Columbian Repositry che ne dava la seguente definizione: “Il cocktail è una bevanda stimolante composta da superalcolici di vario tipo, zucchero, acqua e amari”.

Per la prima pubblicazione di una guida che includesse le ricette di cocktails bisognerà attendere il 1862, anno in cui fu dato alle stampe il libro del professore Jerry Thomas dal titolo How to Mix Drinks; or, The Bon Vivant’s Companion. La guida, oltre alla lista delle bevande classiche ottenute dalla combinazione di diversi liquori, conteneva dieci ricette dal titolo “Cocktails” che si differenziavano dalle altre per l’uso degli amari, un tipo di ingrediente che oggi è sempre meno utilizzato nella preparazione di cocktails.

In Europa, le prime vere raccolte di ricette per cocktails dell’era moderna saranno pubblicate nel 1921 e nel 1927: si tratta di Guide du barman et du gourmet chic e 900 recettes de cocktail et Boissons Américaines, entrambe curate da Adolphe Torelli, barista del Winter Palace di Nizza. Alle due opere si aggiunge The Savoy Cocktail, una guida pubblicata nel 1931 che racconta i cocktail e i drink più amati dei cosiddetti “anni ruggenti”.

Uno degli aspetti più interessanti della storia della mixology è legato all’etimologia della parola cocktail che ancora oggi non del tutto chiara. Esistono, infatti, diverse ipotesi sulla sua origine e si pensa che il termine potrebbe derivare da:

  • L’unione delle parole inglesi cock (gallo) e tail (coda) e fare riferimento a un’abitudine diffusa nelle campagne inglesi del 1400, dove si consumava una bevanda ispirata ai colori della coda del gallo da combattimento;
  • Il termine francese coquetier, il contenitore per uova usato a New Orleans per servire liquori durante il XIX secolo;
    Una distorsione dal latino aqua decocta, ovvero acqua distillata;
  • Una leggenda che narra di una nave di ricchi inglesi che festeggiarono l’arrivo in Sud America bevendo liquori europei e succhi tropicali mescolati con una colorata piuma di gallo;
  • Una bibita mista con all’interno una radice o dell’erba diffusa nel Messico del 1600-1700 e chiamata cola de gallo (coda di gallo);
  •  Un racconto di epoca medioevale in cui si narra che l’inizio della giornata è segnato dal canto del gallo, mentre la fine da una bevanda alcolica.

Un cocktail ben eseguito deve avere struttura, aroma e colore bilanciati e se viene preparato senza l’uso di componenti alcoliche prende il nome di cocktail analcolico.

Mixology: come si prepara e si presenta un cocktail?

Gli ingredienti necessari alla preparazione di un cocktail si possono suddividere in quattro categorie:

  1. Base: è il cuore della ricetta, l’elemento intorno al quale si costruisce il cocktail, e di solito si tratta di un distillato, bianco o scuro, capace di dare struttura alla bevanda. In base al distillato scelto si avranno basi neutre (ad esempio: vodka o rum), parzialmente caratterizzate (ad esempio: whiskey o cachaça), fortemente caratterizzate (ad esempio: gin o tequila);
  2. Aromatizzante: è l’ingrediente che arricchisce il ventaglio olfattivo e gustativo della bevanda. In genere, si utilizzano liquori o creme per esaltare il profumo e il sapore di un cocktail;
  3. Colorante: migliora il colore della bevanda e le dona personalità, influenzandone aspetto e gusto. È un soft drink come cola, tonica, sciroppi e frutta;
  4. Decorazione: è l’elemento che migliora l’impatto estetico della bevanda e alcune volte può influenza anche l’aroma del cocktail come accade, ad esempio, con i crustas, ovvero i bordi dei bicchieri inumiditi (solitamente con il limone) e passati nel sale, nello zucchero o nelle spezie.

Nella preparazione di un cocktail, oltre agli ingredienti, a fare la differenza sono anche le tecniche e gli strumenti di miscelazione utilizzati che devono valorizzare il gusto e l’estetica finale della bevanda.

In base agli ingredienti e alla tecnica di miscelazione, i cocktail possono essere presentati in diversi stati:

  • Liquido: con o senza ghiaccio;
  • Cremoso: contiene crema di latte, uova o un altro ingrediente che rende il composto semifluido;
  • Frozen: gli ingredienti sono frullati con ghiaccio per ottenere un composto simile ad un sorbetto o liquido;
  • Pestato: gli ingredienti sono pestati e serviti con ghiaccio tritato grossolanamente.

L’International Bartenders Association (I.B.A.), l’organizzazione più autorevole nel settore del bartending a livello mondiale, per evitare sia l’abuso di nomi fittizi di cockatil che il rischio di modifiche arbitrarie a quelli più conosciuti ne ha codificati 77. Quella della I.B.A. è una lista a cui ogni anno vengono aggiunti o eliminati dei cocktail con l’obiettivo di uniformare le ricette e la loro preparazione.

Mixology e Forte Village: il resort celebra l’arte della creazione dei cocktail 

Il Bar Aqvatica, il Bar Piazza Luisa e l’Oasi Pool Bar del Forte Village, pluripremiato resort di Santa Margherita di Pula in provincia di Cagliari, sono il luogo perfetto per gustare cocktail classici e scoprire miscele e ricette sempre nuove.

Situato tra l’area sport, la Forte Bay e la meravigliosa spiaggia, il Bar Aqvatica è il posto giusto per chi vuole rilassarsi con un drink, succhi di frutta e snacks, mentre al Bar Piazza Luisa, arredato con comodi divani e con vista sullo splendido mare di Sardegna, si possono provare rinfrescanti cocktail preparati da esperti barman. L’Oasi Pool Bar, invece, è il bar della piscina dove bere un ottimo drink mentre si prende il sole.

Immerso in un incantevole parco naturale di 50 ettari e circondato da uno dei mari più belli del mondo, il Forte Village è il resort dal lusso accessibile e vanta un’offerta unica e inimitabile in tutto il bacino del Mediterraneo.

Destinazione perfetta per coppie, famiglie e gruppi di amici, il resort sorge in uno degli angoli più belli della costa Sud dell’isola e offre differenti soluzioni di soggiorno in grado di soddisfare le diverse esigenze degli ospiti: dagli eleganti 8 hotel a cinque e quattro stelle, alle raffinate suite di lusso fino alle 13 ville, meravigliose oasi di privacy e bellezza con servizi extra, come maggiordomo, chef o chaffeur.

Inoltre, per consentire ai propri ospiti di vivere un soggiorno all’insegna della sicurezza, del benessere e del divertimento, il Forte Village ha applicato fin dal mese di Giugno 2020 un Covid Protection Protocol per rendere possibile il sogno di poter trascorrere una vacanza in piena libertà. Nel 2021 il protocollo è stato ulteriormente rafforzato con l’utilizzo di testi antigenici di ultima generazione.

Il nuovo Covid Protection Protocol è solo una delle novità della stagione 2021 a cui si aggiungono la possibilità di prenotare senza pensieri, i pacchetti Spa Experience e agli esclusivi programmi come il Weight Loss, la nuova partnership con Barbara Sturm, la Dottoressa delle star, la Climbing Academy, una delle numerose Academy sportive del resort, e i 21 ristoranti disponibili in alta stagione, dove gli ospiti possono gustare la cucina dei grandi chef internazionali come Heinz BeckMassimiliano Mascia e Andrea Berton.

Vuoi scoprire l’arte della mixology e vivere una vacanza indimenticabile in un vero paradiso tra benessere, relax e gusto? Scopri il Forte Village Resort in Sardegna.

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