cavallino della giara

Giara di Gesturi: un luogo suggestivo nel cuore della Sardegna

Giara di Gesturi: un meraviglioso angolo di Sardegna 

La Sardegna è una vera e propria isola dei tesori naturalistici e tra i luoghi imperdibili da visitare c’è sicuramente la giara di Gesturi.

Nota anche come Sa Jara Manna, la Giara di Gesturi è un altopiano basaltico che si trova nella parte centro-meridionale dell’isola ad ovest del golfo di Oristano, tra la Marmilla, la Trexenta, il Sarcidano e l’Arborea, e a circa 60 chilometri da Cagliari.

Il nome Giara deriva dal latino glarea che significa ghiaia, in riferimento alla pietrosità del suolo, mentre l’aggettivo manna (grande) è utilizzato per differenziare la giara di Gesturi dalle vicine giare minori di Serri e Siddi. Ampio circa 4400 ettari (2000 di proprietà del comune di Gesturi, 1600 di Genoni, 450 di Tuili e 250 di Setzu), l’altopiano è situato a un’altitudine di 550 m sul livello del mare e i punti più alti sono Zepparedda (609 m s.l.m.) e Zeppara Manna (580 m s.l.m.). 

Nel dettaglio, la Giara si è formata circa 2 milioni di anni fa: alla fine del Miocene, a causa dei movimenti tettonici, il mare si ritirò e nel periodo successivo, il Pliocene, emersero i crateri di Zepparedda e Zeppara Manna che con due eruzioni di colate laviche, avvenute a distanza di 700 anni l’una dall’altra, ricoprirono l’intera area formando una grande pianura basaltica. L’altopiano, a causa dell’azione abrasiva esercitata dagli agenti atmosferici e dai corsi d’acqua sulle colline che circondano Sa Jara Manna, si trova in una posizione sopraelevata rispetto al territorio limitrofo per effetto di quello che in geomorfologia è conosciuto con il nome di rilievo invertito o inversione di rilievo. 

La posizione della Giara e la sua particolare conformazione, complice il vento di maestrale, danno vita a una vegetazione unica nel suo genere composta principalmente da rigogliosi boschi e macchia mediterranea a cui si aggiungono garighe, praterie e paulis che sono senza dubbio gli ambienti più interessanti dell’altopiano.  

I paulis sono gli acquitrini dove ristagna l’acqua piovana e se ne contano circa trenta di diverse dimensioni, con una profondità oscilla tra i 30 e i 100 centimetri. Ospitano numerose specie, come la raganella sarda e il rospo smeraldino, e in primavera sono sempre ricoperti da un manto di bianchi ranuncoli acquatici. Nei paulis vive anche il Lepidurus Opus Lubbocki, un particolare crostaceo che mantiene immutato il suo bagaglio genetico da 200 milioni di anni e si può avvistare nelle belle giornate primaverili.

La macchia mediterranea è caratterizzata da arbusti come il cisto marino o cisto di Montpellier, il lentisco, i cui rami resistenti e flessibili venivano usati per la fabbricazione di cestini, il corbezzolo, il mirto, da cui si ricava il celebre liquore, il pero selvatico, il prugnolo e il profumato elicrisio. Le garighe, invece, sono composte principalmente da mentuccia selvatica ed efuforbia, mentre nelle praterie domina l’asfodelo.

Sull’altopiano sono ancora visibili le pinnettas, costruzioni pastorali tipiche della Sardegna e simili alle antiche capanne nuragiche. Fresca d’estate e calda d’inverno, la pinnetta presenta una base circolare in pietra e una copertura di tronchi di leccio, frasche di cisto (impermeabile all’acqua e permeabile all’aria) e lentisco che veniva sostituita ogni 10 anni circa. Al centro della capanna si trovava il focolare, accanto al quale il pastore affumicava le carni, produceva il formaggio e mangiava, mentre all’esterno erano presenti strutture che ospitavano l’allevamento caprino o suino. Le pinnettas furono abbandonate quando si cominciarono a preferire i su mesoni, strutture a pianta rettangolare con spazi più ampi e confortevoli.

Va inoltre ricordato che la Giara di Gesturi è stata frequentata sin dal Neolitico: lo dimostrano le numerose domus de janas realizzate alle pendici dell’altopiano e i resti di ceramica, selce e ossidania. Sono presenti anche numerose torri nuragiche, probabilmente facenti capo al maestoso nurage di Barumini “Su Nuraxi”, poco distante dalla Giara, e i resti di alcuni insediamenti Punici e Romani, come i due importanti centri militari Bruncu Suergiu di Genoni e Santa Luisa di Tuili.

Il cavallino della Giara: un simbolo del territorio e dell’intera isola

La Giara di Gesturi è l’habitat del famoso cavallino della Giara (achetaakkèttacuaddeddu in lingua sarda), una razza endemica dell’isola che vive allo stato brado e sarebbe stata introdotta in Sardegna, secondo alcuni studiosi, nell’età del ferro dai Fenici. Un’altra teoria vuole invece che il cavallino della Giara, dal carattere indomito e irrequieto, sia un discendente del cavallo selvatico presente in Sardegna già dal Neolitico e del quale sono stati rivenuti dei fossili del 6000 a.C. 

Nel Medioevo questa particolare specie era diffusa in tutta l’isola, ma l’intensificarsi dello sfruttamento agricolo, l’uso dei cavalli per la trebbiatura del grano e l’incrocio con altre razze ne ha provocato la scomparsa in quasi tutta la Sardegna ad eccezione della Giara di Gesturi, dove vivono circa 600 esemplari, e di poche altre zone come il monte Arci, la riserva naturale di Capo Caccia ad Alghero, e la foresta Burgos nella provincia di Sassari.

La particolarità del cavallino della Giara è l’altezza media al garrese pari a circa 120 cm, mentre il peso oscilla tra i 150 e i 200 kg. Gli occhi sono a mandorla, quasi nascosti da un ciuffo che scende lungo la fronte, la testa quadrata, il collo robusto e l’attaccatura della coda è bassa. Il mantello è di tre tipi: baio, di colore rossastro con criniera e coda neri, morello, completamente scuro, e sauro, dalla tonalità rossa e con criniera e coda bionde. 

I cuaddedus non sono gli unici animali che popolano la Giara di Gesturi: l’altopiano, infatti, è anche la casa di cinghiali, volpi, gatti selvatici, martore, donnole e ricci. La Giara è popolata anche da uccelli stanziali, migratori, acquatici e terricoli, come il picchio rosso maggiore, la ghiandaia, il gruccione, la pernice sarda, la cornacchia, il merlo, la magnina sarda e l’averla piccola. Sono presenti anche rapaci come la poiana, l’astore sardo e il gheppio, oltre al corvo imperiale e al cavaliere d’Italia.  

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